Oltre le gambe c'è di più

Femminismo-Realismo=0-1

Breve quadro storico/sociale degli anni ’60

Finora vi ho mostrato come viene rappresentata la donna nei messaggi pubblicitari degli anni ’60 in Carosello, attraverso qualche spot. Oggi ho intenzione di proporvi un sintetico quadro teorico della società di questi anni (’50/’60), naturalmente focalizzandomi sulla figura femminile. Questa mia scelta ha luogo perchè, come ben sappiamo, esiste un parallelo tra l’evoluzione della società italiana e l’evoluzione dei messaggi, dei metodi e dei mezzi pubblicitari. La pubblicità, infatti, non può prescindere dalla comprensione della popolazione  cui si rivolge. Essa è uno specchio della società, anzi a volte è un’anticipatrice delle tendenze sociali.

A partire dal secondo dopoguerra la società italiana è oggetto di profonde trasformazioni, che porteranno a progressivi cambiamenti nella costruzione dell’identità femminile, anche se in realtà fino agli anni ’70 non si verificheranno grandi mutamenti per quel che riguarda il ruolo della donna nella famiglia.

In questi anni, grazie al fiorente sviluppo della tecnologia che facilita il lavoro domestico, all’aumento dei salari che permetterà a molte donne di dedicarsi alla propria casa, alla valorizzazione del ruolo materno, si afferma la divisione sessuale dei ruoli, con la conseguente nascita della figura della casalinga “tout court“. Il regime patriarcale vigente in questo periodo, però, si affievolirà soltanto a partire dagli anni ’70.

Negli anni della ricostruzione economica il rapporto tra lavoro produttivo e domestico non viene problematizzato e il tema dominante è quello della partecipazione della donna all’attività produttiva, oltre che il superamento del lavoro domestico visto come ostacolo all’effettiva emancipazione. E’ in atto, infatti, un progressivo progetto di emancipazione della condizione femminile, in modo da permettere a quest’ultima di partecipare al mercato del lavoro, richiedendo cosi la parità di diritti.  

In realtà fino agli anni ’60 le donne sono soggette a forte discriminazioni salariali, in quanto nell’industria non viene offerta loro la possibilità di avanzare professionalmente e sono segregate nelle categorie e qualifiche più basse, nei reparti “monosessuali”. Le donne sono impiegate soltanto nell’industria manifatturiera o produttrice di beni materiali.

 Nelle campagne, invece, il salario femminile viene riadeguato a quello del mezzadro, naturalmente a causa del massiccio esodo della forza lavoro maschile.

Finalmente nel periodo che va dal 1958 al 1963 si registra un aumento dell’occupazione femminile, in particolare nel settore del piccolo commercio. Logicamente questa situazione morirà molto presto… Infatti nel 1964 le donne vengono espulse in massa dal mercato del lavoro, a causa del periodo di recessione e dei cambiamenti produttivi.

Non possiamo dimentircare che quando si pensa agli anni ’60, uno dei più importanti movimenti ricordati è il femminismo, che mette in discussione tutti i modelli culturali incentrati su ideali “maschilisti”, cercando di rivendicare il riconoscimento dei diritti fondamentali ed una nuova posizione della donna nella famiglia, nel lavoro e nella politica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Licenza Creative Commons
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: