Oltre le gambe c'è di più

Femminismo-Realismo=0-1

Calze di nylon

Nel 1928 viene fondata la Rhodiatoce S.p.A, un’importante azienda italiana operante nel settore delle tecnofibre (http://it.wikipedia.org/wiki/Rhodiatoce). Sarà questa impresa a diffondere fra le italiane uno dei prodotti più utilizzati dalla donna per evidenziare la proprio femminilità: le calzedi nylon.

Le campagne pubblicitarie più famose sono mandate in onda da Carosello, in cui si vede protagonista Caio Gregorio, el guardiano del Pretorio. Lo spot, trasmesso sotto forma di cartone animato, risale al 1963.

Il prodotto “bello, pratico e invidiato” si rivolge ad una donna raffinata, che sarà apprezzata dovunque. Non si nota nessuna donna in biancheria a pubblicizzare la calza, infatti viene mostrata soltanto una gamba a rappresentare il prodotto. Da notare inoltre che viene citata una legge della fisica all’interno dello spot! Alquanto inusuale ai nostri giorni!

Niente multinazionali, soltanto imprese italiane che puntano sull’alta qualità certificata. La pubblicità di questi anni si caratterizza per una grafica divertente, cura della musica e dialoghi lunghi e ben pensati, basti notare questi spot creati tutti in rima. Niente strategie o tecniche di persuasione ma fatti, verità, genuinità e trasparenza.

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Nel seguente annuncio stampa, ben diverso nello stile dai cortometraggi caroselliani, notiamo innanzitutto dal punto di vista testuale (headline, bodycopy) delle analogie con l’immagine. “La nota giusta per le vostre gambe è il Nailon” oltre a voler puntare sul materiale ritenuto il più adatto per le gambe delle donne, in quanto comodo, raffinato ed elegante, gioca anche con l’immagine, che raffigura un trombettista. Inoltre si fa leva sull’innovatività della fibra, di un’azienda al passo coi tempi. Infine non passa di certo inosservato il musicista che sbircia sotto la gonna della modella, con aria un po’ sconsolata.

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5 commenti su “Calze di nylon

  1. snow
    luglio 24, 2011

    Quando nel 1961 ho posato per questa pubblicità, le foto in tutto erano quattro ed erano rivolte a tutti i settimanali femmili.
    Ma avvenne un fatto a dir poco sorprendente: un settimanale (non faccio nomi) si rifiutò di stampare quella pubblicità perchè “molto sconveniente”. La persona che posava con me, doveva fingere di lavorare e di essere distratto dalle mie gambe che guardava dal basso, cioè sembrava che sbirciasse sotto la gonna!
    Siamo negli anni ’60 e queste cose avevano ancora un valore…sarà giusto o sbagliato? Ora nel 2000 siamo addirittura agli estremi! Ma possibile che non ci possa essere una via di mezzo?
    Comunque grazie per aver postato questa foto….Grazie per i ricordi che mi ha suscitato!
    – una modella degli anni ’60 –

    • foxyanne87
      luglio 24, 2011

      Grazie a te per aver portato una preziosissima testimonianza! E’ il punto di vista di chi quel periodo l’ha vissuto, così come ha vissuto in prima persona il momento dello scatto.
      Sì, concordo con te nel dire che forse negli ultimi tempi si stia esagerando, ma la protesta in atto ha del giusto nel momento in cui si usa il sesso incondizionatamente per ogni prodotto! Siamo assuefatti.. non può diventare la normalità! Io sono da 3 settimane a Brighton e nelle strade non vedo niente di quello che si può notare in grandi città italiane! Qualcosa di sbagliato c’è, ma come tu stessa dici è giusto non eccedere!
      Grazie ancora “modella degli anni ’60” 🙂

  2. snow
    luglio 31, 2011

    Foxyanne, complimenti per il tuo sito, hai fatto veramente un bel lavoro! Sono molto curiosa di sapere come mai ti sei appassionata alla pubblicità degli anni ’60.
    Non sai come sono felice che hai aperto questo sito! Come dici tu, io l’ho vissuta in prima persona e credimi era un periodo meraviglioso. La pubblicità ha avuto un boom incredibile, Sia in televisdione con Carosello, sia con la carta stampata. Allora si leggeva tutto, se un tal prodotto era reclamizzato, aveva un grande successo di vendita. Però stava nella bravura delle Agenzie di Pubblicità, nella fantasia e la passione che ci mettevano per trovare la frase, giusta, il disegno giusto, la foto giusta. Erano anni di benessere economico, si aveva voglia di comperare cose nuove, dopo il periodo buio della guerra. Negli anni ’50 si iniziava a vivere una vita fatta di novità, e la pubblicità ebbe il suo periodo di massimo successo. Io non ero una modella di professione, ma un’impiegata dell’Agenzia, una delle più importanti di Milano, lo Studio Stile, di Carmelo Cremonesi (fotografo) e Gian Rossetti.(pittore). Avevo 18 anni quando andai lavorare da loro , facevo la steno-dattilografa per i copywriter (quelli che scrivono i testi pubblicitari), era veramente interessante stare a guardare come iniziavano a trovare le parole per reclamizzare un prodotto. Inoltre, essendo abbastanza carina, ogni tanto posavo anche come modella. Per caso fui vista dal titolare della Rhodiatoce che cercava una modella per il lancio delle sue calze di nailon, mi vide e scelse “le mie gambe” !
    Ci sono altre tre pose in giro di questa pubblicità, io ne ho trovare solo tre, grazie alla tua foto che hai postato. Buona permanenza a Brighton!
    .- una modella degli anni ’60 –

    • foxyanne87
      settembre 10, 2011

      Ho approfondito anche le pubblicità degli anni ’60 perché il mio percorso va da Carosello ad oggi! E’ bello sentirti raccontare…mi piacerebbe molto poterti conoscere di persona per scambiarci opinioni e per poterti ascoltare 🙂

  3. snow
    settembre 17, 2011

    Ben tornata Foxyanne! Il mondo della pubblicità mi ha sempre affascinato, naturalmente da quando ho iniziato a lavorare. Dopo due anni trascorsi nell’Agenzia, dove si creava il lancio del prodotto, andai a lavorare in una concessionaria di Pubblicità: la Società Pubblicità Editoriale. Questa società aveva in gestione la pubblicità dei più importanti quotidiani d’Italia. Tutti tranne il Corriere della Sera, la Gazzetta dello Sport e Tuttosport. Io ero diventata la segretaria dell’Ufficio Sportivo e mi occupavo di Stadio di Bologna e Corriere dello Sport di Roma. Il lavoro in questo ufficio consisteva nel raccogliere spazi pubblicitari (gli agenti andavano dai clienti – cioè le Agenzie – a farsi dare la pubblicità) noi mandavamo ai giornali il calendario di prenotazione e lo spazio dove il cliente voleva che il proprio prodotto fosse stampato. Essendo due quotidiani sportivi, i clienti si rivolgevano ad un pubblico sportivo, ad esempio: le benzine e le automobili, nella pagina dei motori, biciclette e accessori vari nella pagina del ciclcismo e cosi’ via. E’ stato un lavoro molto interessante e di grande soddisfazione. Rimasi in quell’ufficio per 12 anni .Erano anni anche di grande boom economico, si stava bene. Ho scritto pagine e pagine sulla vita negli Anni ’60, perchè ho tantissimi amici giovani (faccio parte di un Fan Club di Elvis Presley – http://www.elvisontour.eu) e tutte le sera chatto con loro e sono tutti assetati di notizie su come si viveva negli anni ’60. Mi piace molto ricordare il passato perchè sono convinta che non ci sia e non ci sarà mai un periodo migliore di quello. Contattami pure sulla mia email mi farà piacere. Ciao!!!
    – una modella degli anni ’60 –

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 15, 2009 da in anni '60, La donna in Carosello con tag , , , , .
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