Oltre le gambe c'è di più

Femminismo-Realismo=0-1

La donna protagonista negli anni’80

 Negli anni ’80 le donne sono oggetto di cambiamenti e critiche. Cercherò di analizzare per punti i principali cambiamenti.

1- La contraccezione: la società ha subito profondi cambiamenti a causa del controllo delle nascite permesso dall’introduzione della pillola. Questa forma di contraccezione oltretutto veniva vista come una forma di libertà da parte delle donne, in quanto potendo programmare la maternità avevano maggiori possibilità di fare carriera e studiare. Tale situazione portò alcuni esperti con l’appoggio dei media a criminalizzare i nuovi metodi contraccettivi attribuendo loro la responsabilità dell’inizio di un declino della fertilità che era cominciato a metà degli anni Sessanta. I media iniziarono ad evidenziare l’aumento del fenomeno di donne senza figli, non considerando che in realtà a diminuire era la dimensione delle famiglie, in quanto le donne con figli erano aumentate. Ciò che veniva diffusa era l’idea di una donna “dimezzata”, ossia senza figli. La diversa distribuzione di potere e responsabilità nel rapporto uomo-donna ha prodotto un maggior bisogno di libertà individuali e di gratificazioni narcisistiche. Le donne, favorite anche dalle mutate situazioni economiche, dai progressi tecnologici, dalla liberalizzazione dei costumi hanno trasformato bisogni ed aspirazioni in opportunità, carriera e ricerca di successo. Questo, se da una parte consente una più completa espansione delle potenzialità femminili, dall’altra rende difficili ed ansiogene le scelte di maternità. Nonostante l’aumento dell’attività sessuale, il maggiore accesso alla contraccezione e all’aborto ha progressivamente ridotto la percentuale di gravidanze nelle teenagers rispetto al picco raggiunto negli anni cinquanta. Si accende in questi anni una questione che tuttora ci vede protagoniste: dibattito sulla pillola abortiva. Al centro degli anni ’80 troviamo l’emergere di altri 2 fenomeni di rilievo, ossia l’AIDS e le tecnologie delle riproduzione. Verso la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 una nuova generazione di femministe revisiona le posizioni tradizionali, infatti la riproduzione è vista ora come qualcosa che aumenta il potere delle donne e non come qualcosa dal quale bisogna liberarsi. Si chiede l’indipendenza dai dottori e si rifiutano i parti medicalizzati, che rendono la madre una passiva osservatrice. I messaggi filtrati dai media sono quelli che rivedono la maternità come un processo fondamentale nella vita della donna.

  2- Femminismo: in questi anni si assiste ad un’evoluzione del movimento, ad un cambiamento che ha portato le donne a percorrere altre strade meno visibili ma comunque incisive. Sono vari i fattori che hanno portato a tale cambiamento, quali il nuovo clima politico, la crisi economica, l’approvazione di leggi che hanno modificato la realtà sociale italiana (divorzio, aborto, parità dei sessi sul lavoro, consultori, diritto di famiglia). All’interno del movimento si assiste alla fine della pratica dell’autocoscienza e all’incapacità di gestire le differenze fra donne, infatti ora emergono le diversità (condizione sociale, cultura, età). “L’analisi delle differenze tra donne e le proposte politiche per superarne il limite saranno oggetto del dibattito femminista dagli anni ottanta in poi” è ciò che afferma una storica italiana in un recente studio sul femminismo. Le donne intraprendono altri percorsi con nuove forme di espressione, non a caso si parla di “femminismo culturale”. Si tratta di un femminismo diffuso secondo cui la donna prende coscenza della sua sfera soggettiva.

L’ultima rilevante manifestazione collettiva delle donne risale al referendum abrogativo della legge 194, sull’interruzione volontaria della gravidanza, nel 1981.

Per maggiori informazioni consultare i seguenti siti: http://www.donne.toscana.it/centri/centrodonna/memoria%20e%20libert%E0/anni80.htm    http://www.donne.toscana.it/centri/centrodonna/memoria%20e%20libert%E0/fine%20anni80.htm

 

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