Oltre le gambe c'è di più

Femminismo-Realismo=0-1

La sensualità negli spot

Numerosi manifesti e spot esasperano l’aspetto sensuale emotivo.

Esemplare a questo proposito il caso Muller, lo yogurt tedesco sbarcato in Italia grazie ad un accurato lavoro di marketing e comunicazione, che ha portato un nuovo modo di concepire lo yogurt, divenuto ora dessert, eclissato come alimento salutista.

E’ Pietro Rognini l’artefice di tutto questo, portando il tanto famoso pay off  “Fate l’amore con il sapore” negli schermi italiani. Il suo tentativo è quello di catturare l’attenzione del consumatore fin dal primo istante dello spot. In che modo? Facendo leva sulla sfera erotico sessuale. Spesso dietro tale scelta c’è una scarsa capacità comunicativa, ma non è questo il caso. A mio parere il signor Rognini è riuscito benissimo nell’intento.

Al centro di ogni spot c’è la sensualità della ragazza protagonista, che con sguardi, musica, movimenti, sembra davvero “far l’amore con il sapore”. Si gioca moltissimo sui sensi e sul sogno, su una realtà parallela creata dalle fantasie della ragazza, stimolate dallo yogurt.

Non posso non riproporvi l’ultimo spot mandato in onda, che trovo estremamente suggestivo e travolgente…

In quest’ultimo spot è possibile notare una caratteristica tipica delle pubblicità dei nostri tempi, ossia la rappresentazione non di donne intere. Sempre più spesso ad essere protagoniste sono alcune parti anatomiche femminili. Troviamo spot in cui si vedono soltanto mani, occhi o gambe, che comunicano femminilità ancor più che nelle figure intere. Un esempio eclatante è il seguente spot della Lindor.

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2 commenti su “La sensualità negli spot

  1. lionò
    maggio 6, 2009

    Muller ha una marcia in più…di alcune mi ero dimenticata, invece rivedendole ora non posso che apprezzarle. Un’eleganza e una grazia assoluti, che nonostante lo spot “forte” non scendono mai nel volgare.

    • foxyanne87
      maggio 6, 2009

      Pienamente d’accordo. Una tecnica completamente nuova approdata in Italia con successo. Sono riusciti ad unire coinvolgimento e ricordo, un binomio difficilissimo in pubblicità!

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