Oltre le gambe c'è di più

Femminismo-Realismo=0-1

Anni ’70: “Lei e i segni di lei”

Perchè la donna <<fa immagine>> molto più dell’uomo?

Quando la pubblicità è destinata alla donna sorgono i primi problemi, non per il fatto di capire se l’immagine della donna corrisponde alla donna reale, ma se essa corrisponde all’immagine che la donna ha di sé.

Qual’è l’immagine della donna che viene venduta alla consumatrice insieme al prodotto?

E’ l’immagine conforme ai desiderata maschili, l’incarnazione consolatoria delle fantasie erotiche maschili. “E la donna si trova riflessa in uno specchio deformante che le restituisce un’immagine filtrata dagli occhi dell’uomo, e la sostituisce in lei ll’immagine di se.”

L’occhio del maschio attua un’operazione di dissezione della figura femminile, scomponendola in particolari, quali occhi, seni, glutei, mani, gambe, attraverso cui passa la degustazione maschile dell’oggetto-donna, che il pubblicitario ricompone in una sequenza di flashes percettivi.

DSC00122

Ma, logicamente, la somma di questi addendi fisiologici no sarà certamente uguale a “donna”.

E sempre il mito di un corpo snello e leggero…

DSC00124

…ma opportunamente fornito di rotondità… (purtroppo la qualità dell’immagine non è delle migliori, quindi vi aiuto nella lettura del testo: “Se il tuo ideale di donna è più magro di te prova ALGALINE”)

DSC00123

…pena la caduta nella macchietta e nel ridicolo…(“Fotografieren Sie lhren Sonnenschein auch mal bei Sonnenschein”)

DSC00125

Un pò di esotismo non può che aggiungere sapore alla degustazione…

DSC00126

DSC00127

Annunci

Un commento su “Anni ’70: “Lei e i segni di lei”

  1. Jack Acidy
    luglio 7, 2010

    Non credo sia più possibile parlare oggi di pubblicità sessista – avversarne gli esiti o esempli attuali si configurerà allora come una battaglia di retroguardia…

    Penso piuttosto che oggi si debba parlare di mercificazione dell’esistenza (offesa per di più, à la mode de M. Adorno).

    Il mondo, i corpi, le esistenze non sono in effetti altro che merci: merci in un mondo fatto di merci (libro I del Capitale). Ed è innegabile che non solo la pubblicità, come è noto anima nera e indispensabile del commercio, ma tutte le forme di comunicazione ne sono responsabili.

    Non escluso internet, e i blog (anzi: il web, grazie a strumenti di vero controllo mentale come wikipedia estendono all’infinito i processi di desertificazione del pensiero).

    In altre parole la donna non è che la punta di un iceberg: un quaderno o un album di carne sul quale si scriverà giorno per giorno la sconfitta dell’umano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Licenza Creative Commons
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: