Oltre le gambe c'è di più

Femminismo-Realismo=0-1

In pubblicità la globalizzazione non si manifesta

Nonostante la tanto citata globalizzazione, nella pubblicità non si può generalizzare ma calibrare ogni singolo aspetto in relazione al luogo che la ospita.

“Niente macchine verdi, siamo inglesi. Niente scene violente, siamo italiani. E niente immagini di donne in camere da letto, siamo argentini.”

Che si tratti di buon senso, divieti, superstizioni, cultura, motivi economici, sta di fatto che se in tutti i paesi del pianeta terra viene pubblicizzato lo stesso prodotto, di sicuro a partarlo non sarà mai lo stesso spot.

Bisogna considerare ogni minimo particolare della pubblicità che si intende diffondere in quel determinato luogo, dal colore all’immagine, per non parlare dello slogan. La campagna viene pensata ad hoc per quel preciso “pezzo di terra”.

Un esempio?

Nella campagna “Shadow” di De Beers è stata mostrata in tutto il mondo l’immagine di un profilo femminile nero su cui risaltava un semplicissimo solitario. Ma in Arabia Saudita e in Giappone qualcosa è stato cambiato.

Arabia Saudita –> Andrea Stillaci scherza affermano che il solitario è troppo riduttivo, non lo regalano neanche per il pimo dentino. Infatti nell’immagine al posto del diamantino compare una parure di qualche etto.

Giappone –> Compare una versione più technicolor, più suggestiva dell’originale in bianco e nero ritenuta funerea.

Ma i grafici sono dovuti intervenire anche per vestire la modella Almudena Fernandez, testimonial del profumo Organza di Givenchy. Infatti l’abito bianco con mega scollatura ombelicale non era adatto al mercato del Medio Oriente, quindi è stata aggiunta tanta stoffa quanto basta per ricoprirla a mo di involtino e le braccia sono state incrociate sul petto, assumendo così la classica posizione da castigata.

Un altro esempio?

Essendo l’Italia il paese del mammoni, nei manifesti Ikea non poteva non comparire una madre che brandisce un battipanni per impedire al figlio di abbandonare la casa natale. Logicamente negli altri 20 stati che accolgono la catena Ikea non è passato neanche per l’anticamera del cervello di pensare ad un’immagine del genere, in cui far comparire una tenebrosa mamma-chioccia.

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