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Photoshop dietro le sbarre

Amanti della pelle liscia come il culetto di un bambino? Se il vostro trucco è photoshop fate attenzione!

La parlamentare liberaldemocratica Jo Swinson, che da sempre si oppone alle pubblicità che ingannano i consumatori perché propongono modelli irraggiungibili e non veritieri, ha fatto ritirare gli spot della Lancome e della Maybelline diffusi in Inghilterra.

La Advertising Standard Authority ha accolto la critica mossa dalla deputata, vietando le immagini dell’attrice Julia Roberts e della modella Christy Turlington.

Il primo spot vede una bellissima Julia Roberts, volto di Lancôme, pubblicizzare un fondotinta presentato come «creatore naturale di luce» e che promette «di ricreare l’effetto di una pelle perfetta». Nel secondo invece, la quarantaduenne Christy Turlington promuove un cosmetico antinvecchiamento della marca Maybelline. Per dimostrare gli effetti del prodotto, solo alcune parti del viso della supermodella sono coperte dal fondotinta, mentre le altre sono mostrate al naturale. Lo slogan è chiaro: «Copre le occhiaie e le piccole rughe e aiuta a nascondere le zampe di galline come se queste non esistessero più. Ecco la perfezione dell’apparire perfetta». Secondo la denuncia presentata dalla deputata trentunenne entrambe le pubblicità, promosse sulle più importanti riviste britanniche, sono state ritoccate con Photoshop e non rappresentano «i risultati che i prodotti realmente riescono a raggiungere». Fonte

L’Oréal cerca di discolparsi sostenendo di aver ritoccato le foto digitalmente, ma solo per “schiarire la pelle, per pulire il trucco, per ridurre le ombre attorno agli occhi, per ammorbidire le labbra e per scurire le sopracciglia delle due star“.

Photoshop è da sempre un mezzo utilizzato dai pubblicitari di qualsiasi agenzia con lo scopo di rendere perfetta l’immagine, più accattivante e “vendibile”. C’è del giusto in tutto ciò considerando che la pubblicità tenta anche di regalare un sogno, in questo caso di una pelle più luminosa e ringiovanita. Che si sia verificato un abuso nel caso specifico riportato?

Voi cosa ne pensate?

 

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Un commento su “Photoshop dietro le sbarre

  1. Maurizio Antonelli
    luglio 30, 2011

    Se si è dovuti ricorrere al fotoritocco, direi che in effetti i risultati mostrati non sono effettivamente raggiungibili con il prodotto.
    Sono d’accordo con la deputata: pubblicità ingannevole.

    La difesa dell’azienda non mi sembra una giustificazione tanto accettabile. Comunque sia mi devono far vedere dei risultati nel reale. Non in un’immaginaria donna perfetta, perfettamente fotografata e perfettamente illuminata.

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